L’editoriale | La sfida di raccontare il mondo virato

Finalmente siamo tornati sulla carta. Dopo i tempestosi mesi del lockdown – che ci hanno imposto di ripensare intensamente il modo di fare informazione, rendendoci di fatto un blog online (tra l’altro con ottimi risultati in termini di visualizzazioni) – abbiamo compreso ancor più chiaramente l’importanza del manufatto cartaceo. La sua presenza fisica, infatti, ha sempre consentito al MichePost di costituire il fulcro del dibattito politico della scuola. E se il nostro intento è sempre stato quello di accendere la discussione, alzare la voce per farsi notare e per schierarsi è diventato imprescindibile, soprattutto in tempi drastici come quelli che stiamo vivendo. La copertina che vedete racconta proprio questo, il ritorno su carta di un giornale che non teme di infervorare gli animi.

Se il risultato delle elezioni regionali e lo scenario politico odierno sono al centro di questo nuovo numero, è senz’altro il coronavirus a fare da fil rouge all’intera congiuntura. Il declino, negli ultimi mesi, delle leadership populiste, come quelle di Matteo Salvini, Donald Trump o Jair Bolosonaro, è il segnale evidente della debolezza di una certa politica di fronte alle complessità della realtà. Il virus, richiedendo la necessità di scelte forti, autorevoli e responsabili, ha smascherato infatti l’inadeguatezza del sovranismo e della demagogia.

Sono anche le falle di un intero sistema, che affondano le proprie origini in dinamiche profonde e presenti ben prima del Covid, ad essere state messe a nudo: le disuguaglianze, le discriminazioni, il sistema sanitario, la scuola. Non c’è dunque spazio per l’indecisione, per la deresponsabilizzazione e per l’inettitudine: la politica ha bisogno di tracciare una linea chiara per fronteggiare con decisione la pandemia e, in seguito, per costruire un progetto di futuro e di sviluppo che sia in grado di garantire il benessere collettivo.

La sfida del MichePost, quest’anno, sarà proprio quella di raccontare il mondo colpito dal virus e di carpirne l’influenza sulle nostre vite, non parlandone, tuttavia, sempre in maniera diretta (come potete osservare sfogliando queste pagine), perché esso è ormai parte della normalità ed è quindi implicitamente inserito in qualsiasi discorso sull’oggi.

Ringraziando la redazione, che si è rinnovata e arricchita notevolmente, senza la quale sarebbe messa in dubbio l’esistenza e la sopravvivenza di un giornale come questo, non mi resta che augurarvi una buona lettura!

Direttore del MichePost
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