Disastro fiorentina: il pagellone degli 11 titolari

Si è conclusa domenica scorsa una delle stagioni peggiori della storia della Fiorentina. La squadra viola infatti si è piazzata al sedicesimo posto e la salvezza è stata raggiunta soltanto all’ultima giornata di campionato con un pareggio per 0-0 contro il Genoa.

Abbiamo deciso di riassumere l’annata degli undici titolari viola (dodici con Muriel, arrivato a gennaio) con dei semplici voti e qualche riga di spiegazione. Da tifoso viola esprimo la mia vicinanza a coloro che hanno dovuto assistere a questa stagione, che si è dimostrata uno spettacolo indegno, e auguro loro buona lettura.

Lafont 5,5: il giovane francese paga l’inesperienza e non si dimostra sicuro né nelle uscite né nelle giocate con i piedi. Parecchie le partite insufficienti (che papera a Bergamo!) e poche le partite buone (la migliore è quella contro il Napoli al Franchi).

Biraghi 5-: inutile in fase difensiva, insufficiente in quella offensiva: con quel mancino sembra voler abbattere gli avversari più che servire i compagni in mezzo all’area… La fortuna del terzino titolare della nazionale è quella di non avere una riserva valida.

Vitor Hugo 4,5: tralasciando il rigore per “fallo di polpastrello” che consegna all’Inter i tre punti a inizio campionato, è indelebile la partita al Franchi contro il Parma: chi non ricorda la clamorosa buca in difesa (che ha provocato il gol dei Ducali) e l’espulsione al 65′? Non è finita qui. Tornato dopo la squalifica, regala un rigore alla Sampdoria con un netto fallo di mano e dopo appena un mese si ritrova in semifinale di Coppa Italia a marcare Ilicic, che esce dal campo con il titolo di uomo-partita e due assist in più all’attivo. Stagione horror, ma si merita mezzo punto in più solo per la prestazione straordinaria a San Siro contro il Milan e per la buona partita d’andata contro la Roma.

Pezzella 6+: disputa un’ottima prima parte di campionato, risultando uno dei migliori nel gioco aereo. A partire da gennaio peggiora, come il resto della squadra, e lascia più spazio agli attaccanti avversari.
Bello l’assist per Mirallas al 95′ che ha evitato la sconfitta a Reggio Emilia, meno gradita è la prestazione contro il Chievo nel girone di ritorno.

Milenkovic 6: ha giocato gran parte del campionato adattato al ruolo di terzino, dimostrando di cavarsela nonostante un’accelerazione e una tecnica non impressionanti. Le sue performance sono nella maggior parte dei casi al limite della sufficienza, e non si ricordano partite eccezionali. I tre gol (tra cui il tiro sotto l’incrocio alla seconda giornata) compensano le insufficienze gravi rimediate contro Cagliari ed Empoli nel girone di ritorno.

Gerson 4: preso in prestito secco dalla Roma, dimostra dopo poche partite i suoi evidenti limiti (tecnici e caratteriali). Ciononostante continua ad essere schierato titolare, collezionando in quaranta gare una miriade di insufficienze.
Gioca a Parma la sua miglior partita, ma riesce a macchiare una delle sue poche prestazioni sufficienti con uno sfortunato autogol.

Veretout 5: gioca un buon girone d’andata e poi -improvvisamente- stacca la spina, entra in campo senza alcun interesse e in lui sembra svanire la combattività, caratteristica che la scorsa stagione lo aveva reso un faro nel buio centrocampo viola. Probabilmente ha già da tempo trovato un accordo con il Napoli, ma dispiace vedere un talento del genere comportarsi in modo così irrispettoso nei confronti di un’intera tifoseria. Il rigore fallito e l’espulsione rimediati in una sola settimana dimostrano poca professionalità. Il gol sbagliato a Bergamo sullo 0-1 è il grande rimpianto della stagione.

Benassi 5,5: chiude la stagione da capocannoniere della Fiorentina in campionato, nonostante il suo ultimo gol nella competizione risalga al 27 gennaio. Aveva iniziato bene, poi è scomparso. Il suo ruolo in campo rimane un mistero.

Mirallas 5: dovrebbe dare vivacità all’attacco della Fiorentina, ma si dimostra a corto di idee

da gennaio Muriel 6+: partenza razzo con 7 gol in 10 partite (la doppietta alla Sampdoria è incredibile), poi si spegne. Rimane comunque uno dei calciatori da cui ripartire per la prossima stagione: le sue qualità tecniche sono indiscutibili.

Simeone 4+: in campionato va a segno solo 6 volte in 36 partite e vanta una lunghissima serie di goal mangiati. Clamoroso il colpo di testa fuori a un paio metri dalla porta a Marassi, ma dal girone d’andata è bene rimuovere il prima possibile anche l’errore a tu per tu con Handanovic, l’esitazione sul suggerimento di Chiesa contro la Roma, il contropiede sbagliato in campo aperto al Dall’Ara e il tap-in mancato a due passi da Szczesny. Nel girone di ritorno la situazione non migliora: tocca pochissimi palloni in area e contro il Parma spreca due occasioni colossali. Il “più” è d’incoraggiamento.

Chiesa 7,5: veloce, forte tecnicamente e intelligente, segna 12 gol e prende 7 pali in un solo anno. Aggiustando un po’ la mira, può fare il salto di qualità definitivo, ma non si può incolpare di niente, soprattutto considerando la situazione generale. È lui l’anima della Fiorentina, l’unico segnale assolutamente positivo in una stagione pessima. Sono molte le prestazioni da incorniciare: la tripletta contro la Roma in Coppa Italia rimarrà nella storia del club.

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