Che cos’è il TTIP?

Cosa fareste se vi vendessero un ottimo pollo, meraviglioso a vedersi,
succulento, che per giunta costa anche molto meno del solito pollo
standard che comprate dal macellaio sotto casa? Sicuramente gioireste,
per voi e per il vostro portafoglio, ma ben presto la vostra
contentezza si tramuterà in orrore quando, mangiando il vostro
appetitoso pollo, scoprirete che è stato allevato ad ormoni, ingozzato
di antibiotici ed infine immerso nel cloro e sbiancato con la
candeggina. State tranquilli, per ora non dovete farvi questi
problemi. Per ora. Già perché ben presto si chiuderà il Trattato di
Libero Scambio delle Merci e dei Servizi fra Europa e Stati Uniti (il
TTIP, in inglese, Transatlantic Trade and Investment Partnership) e
allora l’orrore del pollo al cloro, della verdura OGM, della
sopraffazione da parte delle multinazionali nei confronti degli Stati
diverrà una triste e macabra realtà.

Ma iniziamo dal principio. L’economia di Europa e Stati Uniti
corrisponde alla metà del PIL mondiale e comprende un terzo dei
consumi globali. Purtroppo l’Europa ha elevati dazi doganali (in gergo
“tariffe”) pari al 5,2% del prezzo del prodotto importato. Per esempio
se una bistecca in America costa 5 dollari, per arrivare in Europa le
vanno sommati i costi di spedizione dovuti alla spedizione, il dazio
(il prezzo salirebbe, solo per quest’ultimo, a 5,30 dollari), infine
I.V.A, eventuali accise in base alla tipologia di prodotti, infine un
aumento del prezzo per permettere il guadagno del venditore. Ma con il
TTIP il dazio europeo cadrà, secondo un preciso disegno neo-liberale,
generando un unico, gigantesco libero mercato, con 850 milioni di
consumatori.

Sebbene la trattativa sia iniziata già alla fine degli anni novanta,
nell’ultimo periodo il Governo di Obama sta facendo enormi pressioni
al fine di concludere il prima possibile l’accordo. Ma allora a cosa
serve il TTIP?

Come ben sappiamo oggi viviamo nel Capitalismo Finanziario, un sistema
mondiale che ci riguarda tutti, personalmente, in cui vige il primato
del denaro, delle Banche e degli scambi commerciali. Non si praticano
più conquiste politiche, con armi e bombardamenti, ma vere e proprie
colonizzazioni economiche, tramite sottili strumenti finanziari
(debito, restrizioni economiche, ecc.). Non è un caso che l’Unione
Europea, nella sua formazione attuale, abbia preferito garantire
un’Unione monetaria a discapito di una Politica. Ed ecco come entra in
gioco il Trattato di Libero scambio delle merci e dei servizi.

Il TTIP appena verrà firmato otterrà il primato di “più grande accordo
economico-commerciale della Storia”, mutando tutti gli equilibri
economici mondiali, ridefinendo nuove sfere di influenza. Gli Stati
Uniti d’America erano fino a pochi decenni fa la principale economia
del mondo e fu per questo motivo che il dollaro, la moneta americana,
divenne la principale unità di misura finanziaria. Quando la Cina
iniziò la sua inarrestabile ascesa economica, aumentando in pochi anni
il PIL del 104%, creò una sorta di TTIP asiatico diventando in breve
tempo la prima economia mondiale. Poi iniziò a concentrare i suoi
sforzi nella creazione di prodotti non solo economici e di scarso
valore, ma anche merci ad elevato contenuto tecnologico, grazie ad
ingenti finanziamenti e al reperimento delle menti migliori nel paese
(in base ai test Pisa promossi dall’Ocse la Cina detiene il primato
mondiale nell’istruzione, tanto che, secondo alcuni studiosi, se gli
studenti ammessi nelle università americane fossero accettati in base
al merito, la metà sarebbero asiatici). Inoltre la Cina, giocando bene
la sua partita, è arrivata a detenere 1.317 miliardi di dollari
americani, detenendo gran parte dell’astronomico debito americano. A
causa di tutto ciò, la Cina preme affinché sia la sua moneta, il
Renminbi, la cui unità di misura standard è lo yuan, ad imporsi come
valuta mondiale, sopraffacendo il dollaro e decretando la definitiva
sconfitta dell’economia degli U.S.A, che nell’attuale sistema
capitalistico finanziario, corrisponde alla conquista dell’America del
Nord. Gli Stati Uniti devono dunque evitare a tutti i costi che ciò
avvenga ed è proprio per questo che premono affinché il TTIP si chiuda
in breve tempo. A quel punto, senza più dazi doganali, gli U.S.A
potranno tornare a crescere economicamente, scongiurando una possibile
vittoria economica da parte della Cina. Dunque il TTIP, come hanno
constatato numerosi economisti, non apporta grossi vantaggi all’Europa
(che avrebbe svantaggi molto maggiori) ma favorisce enormemente
l’economia d’oltre oceano.

Con l’approvazione del TTIP il mercato europeo sarà invaso di prodotti
americani di infima qualità che non rispettano gli standard di tutela
dei consumatori previsti all’interno dell’Unione Europea. In Europa,
infatti, tra sostanze vietate e sottoposte a controlli se ne contano
circa 153.000, negli Stati Uniti solo 6. In Europa esiste il Principio
di Precauzione, che trae le sue origini dal primum non nocere di
Ippocrate, che è stato ripreso dalla Dichiarazione di Rio del 1992 e
poi, in Europa, dal Trattato di Maastricht, ed infine dalla
Costituzione Europea. Esso afferma sostanzialmente che “prevenire è
meglio che curare” e dunque che prima si valuta se un prodotto può
nuocere alla salute del consumatore o può generare un forte impatto
ambientale, poi, nel caso si dimostri dopo lunghi ed attenti studi che
è sicuro, può essere immesso sul mercato. In America, con la FDA,
vale il principio opposto: prima si immette un prodotto in commercio,
poi se nuoce alla salute di qualcuno allora lo si ritira dal mercato.
Nel TTIP, un documento di 238 pagine, diviso in tre capitoli, non è
mai citato il Principio di Precauzione. Grazie al TTIP in Europa
crolleranno gli attuali standard di qualità e sicurezza ed a favore
del libero mercato si potrà inficiare la salute dei cittadini. Mi
permetto di fare un esempio: da anni le multinazionali del farmaco
(cosiddette Big Pharma) premono affinché l’Unione Europea cambi la sua
regolazione sull’immissione nel mercato del farmaci. Essi infatti, per
finire nelle nostre farmacie o nei nostri ospedali, debbono essere
studiati, analizzati, verificati, controllati per quasi dieci anni.
Con il TTIP ogni farmaco immesso nel marcato americano con pochissimi
mesi di analisi, senza il Principio di Precauzione, potrà finire
nelle nostre case, con imprevedibili e potenzialmente devastanti
effetti sulla nostra salute.

Nell’ambito delle gare di appalto ( ad esempio per riparare le buche o
costruire un edificio pubblico) dovranno essere ammesse anche le
multinazionali private, secondo i promotori di questa parte del
trattato, per favorire la competitività fra i gareggianti per
l’appalto e per aumentare il merito in tale ambito. Tuttavia questo ed
altri enormi vantaggi per le grandi multinazionali potranno
danneggiare il lavoro di piccoli e medi imprenditori, aumentare la
disoccupazione in Europa, diminuire la ricchezza pro-capite nel
Continente, inficiare la sovranità degli Stati. Infatti fino ad ora
ogni Stato è sempre stato sovrano di fronte alle pressioni o alle
richieste di un’azienda, per quanto grande fosse. Ma con il TTIP le
multinazionali potranno fare causa ad uno Stato, privandolo della sua
sovranità, e dovrà essere un tribunale privato, assai influenzabile, a
risolvere la controversia. Dunque nessuno Stato, una volta approvato
il TTIP, potrà opporsi ad esso o provare a modificarlo. E le varie
multinazionali avranno un potere immenso, come mai lo avevamo visto
fino ad ora. Monsanto, JP Morgan Chase e Co, State Street Corporation,
The CocaCola Company, Mcdonald’s, Novartis, Nestlè, Adidas, Danone,
solo per citarne alcune, potranno citare in giudizio uno Stato per
discriminazione, attuare contro di esso querele miliardarie ed
impedire allo stesso di difendersi, con le prerogative di superiorità
che giustamente ha sempre avuto. Solo per fare un esempio, nel 2011
Philip Morris International, la maggiore multinazionale del tabacco al
mondo, ha citato in giudizio il governo australiano per un nuovo,
drastico provvedimento anti-fumo al fine di tutelare la salute dei
cittadini. PMI ha richiesto tramite la sua filiale australiana un
risarcimento di decine di miliardi di dollari, ma l’Australia si è
potuta difendere proprio in virtù della sua sovranità di Stato. Ora,
con il TTIP, le multinazionali potranno usare i loro gruppi di
avvocati (individuati con la sigla ISDS) per attaccare i Paesi nel
caso compiano atti legislativi contro i loro interessi economici.

Cibo a basso prezzo ma pieno di sostanze chimiche dannose fino ad ora
vietate in Europa, come antibiotici in enormi quantità, anabolizzanti,
cloro, candeggina, sbiancanti chimici, poi farmaci non controllati e
con effetti collaterali imprevedibili, perdita di sovranità da parte
degli Stati. Tutto questo, e molto altro, in nome del progresso e
della prosperità… delle multinazionali, ovviamente.

Matteo Abriani

 

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