Lavoro 2.0: le opportunità dei social network

Benvenuti nell’era della digital economy e del social recruiting, un’epoca destinata a cambiare radicalmente il concetto di lavoro e ad offrire nuove opportunità alle menti intraprendenti di oggi. È ormai da qualche anno che si parla di una realtà concreta: nel 2014 già il 15% dei lavoratori hanno trovato impiego nei settori digital e la tendenza è destinata a crescere, grazie soprattutto al larghissimo uso dei social network e alle enormi possibilità che essi offrono: non a caso ormai quasi tutte le persone hanno un profilo social; inoltre è estremamente facile crearsi una fitta rete di contatti e far viaggiare annunci online. Le aziende possono ricercare delle precise figure professionali dedite soprattutto alla cura della loro immagine in rete, come ad esempio l’Online Community Manager, che si occupa di gestire le community, il Social Media Marketing Manager, impiegato nel delineare nuove strategie di marketing, oppure il Social Media Analyst, che si dedica a studiare quali siano le campagne pubblicitarie online più remunerative per l’azienda, ma naturalmente i social media stanno prendendo sempre più spazio anche in diversi altri contesti lavorativi. Paradossalmente però, da uno studio svolto qualche anno fa dall’agenzia di recruiting Adecco Italia, risulta che siano più le aziende ad utilizzare i social network per la ricerca di candidati e non il contrario; sempre dallo stesso studio, inoltre, emerge il fatto che le aziende utilizzano i social soprattutto per avere ulteriori dati sul candidato e per verificare la veridicità dei loro curriculum vitae, mentre i candidati se ne servono per cercare direttamente sui profili e sulle pagine aziendali e anche per costruire una rete di relazioni professionali. Per quanto riguarda i social preferiti dalle due parti, sembra che le aziende preferiscano LinkedIn, mentre i candidati siano più portati ad utilizzare Facebook. Naturalmente LinkedIn, essendo preposto specificatamente per il mondo del lavoro, è il social network principe per quanto riguarda tutti gli ambiti lavorativi e professionali: conta infatti circa nove milioni di utenti e 140 mila aziende. Non è però da sottovalutare nemmeno Facebook, dal momento che rimane sempre uno dei social più usati al mondo e dunque quello che offre maggiore visibilità: bisogna però prestare attenzione ai contenuti che si ha intenzione di pubblicare, specialmente quelli di carattere più privato, e impostare bene la privacy del proprio profilo (meglio ancora se si creano due profili distinti, uno privato e un altro esclusivamente per relazioni professionali).     Il grado di preferenza scende molto quando si parla di altri social network, come Twitter, Youtube o Instagram. Il primo rimane comunque abbastanza considerato per la ricerca di lavoro online: diventando follower di un’azienda, infatti, si ha l’occasione di ricevere gli eventuali tweet del profilo aziendale, che diventano quindi veri e propri annunci di lavoro. Meno utilizzati sono invece gli ultimi due, anche se è comunque possibile usare Youtube per caricare video curriculum oppure servirsi di Instagram se si vuole lavorare in contesti più artistici e che riguardano principalmente le arti figurative. La cosa più importante però, indipendentemente dal social network che si decide di usare, è la presentazione e la cura del proprio profilo: meglio avere un solo profilo preciso e accurato piuttosto che tanti trascurati e poco aggiornati. Per l’azienda che non conosce il candidato, infatti, è importante una buona presentazione del profilo social, poiché i cosiddetti “social recruiter” hanno così la possibilità di vedere se hanno di fronte a sé una persona seria e affidabile, oltre a verificare se il candidato ha effettivamente le qualità che cercano. Sempre secondo lo studio di Adecco, risulta che le aziende tengano in considerazione soprattutto questi aspetti: dinamicità e flessibilità del candidato, eventuali riconoscimenti, doti comunicative e vivacità intellettuale. Parlando però di social network, bisogna comunque tener conto di eventuali truffe o proposte fasulle, che possono trarre in inganno e magari recare inutili dispiaceri, ma di fronte a tali opportunità secondo me vale la pena correre il rischio. D’altra parte, in questi tempi il lavoro scarseggia molto e, dal momento che l’era digital ci offre questi strumenti così innovativi ed efficienti, perché non provare?
Laura Calamassi

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